“Ritualizzo tutto, non solo il lavoro. Mi piace ripetere le stesse azioni ogni giorno alla stessa ora. Questa non è esattamente disciplina, come alcuni credono, ma piuttosto laboriosità e perseveranza che aiutano a sapere in ogni momento a che punto si è nel compito [che ci si è assegnati] e a seguire il vecchio consiglio del carpe diem in modo abbastanza accettabile. (…) Considero la lettura una parte indispensabile dell’esercizio della scrittura. Inutile dire che tutto questo mi dà un piacere costante e ragionevole e mi preserva dalla noia”.
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Duo per voci sole

Carlo Simoni, Duo per voci sole, Secondorizzonte-Liberedizioni 2025 (pp. 368, euro 16)
In tutto diversi, per storia personale, cultura, condizione sociale, i due protagonisti, il grande concertista e il diseredato, sono accomunati dalla solitudine che abita i loro giorni.
Le loro vite scorrono parallele, distanti anche se si svolgono nella stessa città. Fra la notorietà dell’uno e l’anonimato dell’altro, tuttavia, si lasciano percepire risonanze che sembrano preludere a un avvicinamento. Un incontro, casuale e insieme presagito, avverrà infatti e si risolverà per entrambi in una catastrofe.
Le loro voci, che si erano per un attimo incrociate, tornano ad echeggiare sole, più di quanto lo fossero mai state. Fino a spegnersi.
Oggi, domani / Erasmo da Rotterdam
“Quasi sempre anche la più ingiusta delle paci è migliore della più giusta delle guerre”.