“Un romanzo è come un palazzo, e il lettore ci si deve sentire a proprio agio, senza stupirsi né annoiarsi troppo, come in un museo. Ogni tanto, poi, bisogna che tiri il fiato, lontano dal protagonista e dall’autore. A questo servono i paesaggi, una scena divertente, una svolta della trama, un nuovo personaggio”.
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Felici come capre

Mariangela Gualtieri, Meditazione, “Il Sole 24 ore – Domenica” 13 luglio 2025 (leggibile anche qui, in inglese)
Un articolo dell’inserto culturale del Sole 24 ore, tratto da una sezione del sito della Pirelli: detto così, la ragione di prenderne nota sfugge. Quanti articoli del genere abbiamo iniziato e mollato dopo poche righe? Ma questo l’ha scritto non una giornalista o una divulgatrice. Non è il solito consiglio a buon mercato né l’ennesima variazione su mindfulness e dintorni (anche se il titolo scelto dal giornale lo farebbe pensare con quel “Meditate gente, meditate!”).
Continua a leggere Felici come capreOggi, domani / Guido Piovene (1957)
“(…) un paese oscuro a sé stesso, nel quale tutti soffrono più malesseri che dolori, senza capirne con chiarezza il perché. (…) Sotto un involucro di sorriso e bonomia, l’Italia è diventata il paese d’Europa più duro da vivere, quello in cui più violenta e più assillante è diventata la lotta per il denaro e per il successo”.
La scrittura e l’amore

Mario Vargas Llosa, La zia Julia e lo scribacchiano, Einaudi 2022 (pp. 464, euro 14)
Non finivo mai di guardare, da bambino, le tavole di Jacovitti che, come un moderno e scherzoso Bosch, riempiva la scena di una miriade di personaggi bislacchi, intenti ognuno ad azioni allegramente insensate. Un teatro di questo genere è lo sfondo su cui si muovono donne e uomini, giovani e vecchi, ricchi e poveri in questo romanzo animato da un irrefrenabile piacere di raccontare, in quel modo – forse l’unico possibile – che è scrivere come se si raccontasse.
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