Scrivere, leggere / Giorgio Falco

“Come era possibile dire Ho impiegato cinque anni a scrivere un libro? Cinque anni contengono feste, vacan­ze, impegni quotidiani, nascite, funerali, insomma, vivere. (…) Uno scritto­re, quando è concentrato, seleziona alcuni momenti della sua giornata finalizzandoli all’opera, ma continua a vivere i momenti che appartengono alla sua esistenza; privata di quei momenti, l’opera non esisterebbe”.

Scrivere, leggere / Italo Calvino

“Oggi non si legge credendoci ma si legge per interpretarne le intenzioni (…). Si legge riconoscendo dei ruoli, riconoscendo delle convenzioni, riconoscendo dei simboli. Questo non è soltanto il modo di lettura della letteratura fantastica, ma è probabilmente anche il modo con cui leggiamo il giornale oggi”.

Il tempo, la vita, gli altri / Nino Pedretti

Che abbiamo vissuto, / che abbiamo toccato le strade coi piedi / che andavano allegri, / non lo saprà nessuno. / Che abbiamo guardato il mare / dai finestrini dei treni, / che abbiamo respirato / l’aria che si posa / sulle sedie dei bar, / non lo saprà nessuno. / Siamo stati / sulla terrazza della vita / fintanto che sono arrivati gli altri.

Oggi, domani / Elena Stancanelli

“Quella in cui viviamo è la civiltà dell’estemparaneo. Tutto avviene immediatamente e di quanto accaduto nel passato o potrebbe accadere nel futuro non importa niente a nessuno. Per miopia, perché a forza di stare sull’attualità e di rincorrere successo e consenso siamo diventati tutti miopi. Non che prima la gente non amasse essere apprezzata, ma semplicemente puntava più in alto.”