Un provvido scetticismo

J.M. Coetzee, Il polacco, Einaudi 2023 (pp. 128, euro 17)

Witold, un pianista polacco, settantenne, solo; Beatriz, una signora di Barcellona, quarantenne, sposata (anche se il suo matrimonio è di quelli che si reggono sull’abitudine, una sostanziale amicizia e parecchie cose che non si dicono). A farli incontrare, un concerto del pianista, che esegue il suo Chopin, assai poco simile al musicista romantico che Beatriz conosceva. Parlano inglese perché lei non capisce il polacco e lui lo spagnolo, e questo rende ancor più difficile comunicare se non in modo formale – secondo Coetzee, l’inglese, quando non è lingua madre ma convenzione linguistica imposta imperialisticamente, è un idioma in cui non si possono dire molte cose, l’amore per esempio.

Continua a leggere Un provvido scetticismo

Il tempo, la vita, gli altri / Karl-Markus Gauss

“L’atto di scomparire è una cosa che mi affascina, e che nondimeno cerco di contrastare con tutte le mie forze intellettuali, tant’è che un po’ ovunque mi sono mosso sulle tracce di ciò che va scomparendo, che siano lingue, nazionalità, tradizioni, forme (…). Sempre mi trovo a voler salvare dall’oblio qualcosa che rischia di svanire, anche se non tutti devono per forza essere salvati”.

Chichita, amore mio

Italo Calvino, Lettere a Chichita 1962-1963, a cura di Giovanna Calvino, Mondadori 2023 (pp. 192, euro 14)

La conoscenza con Esther Judith Singer, detta Chichita, giunge dopo due anni in cui Calvino non ha scritto opere narrative: “Io forse non scrivo più e vivo bene lo stesso”, è arrivato a dire, nel maggio del ’61, all’amica Natalia Ginzburg. A un anno di distanza, tuttavia, il desiderio di lavorare a nuovi progetti è tornato: “Sono stanco della vita che faccio. Il lavoro editoriale (…) un mare di libri che non si ferma mai, occuparmi di tutti i libri di tutti gli altri, ma non potermi occupare dei libri miei”.

Continua a leggere Chichita, amore mio

Una profondità domestica e straniera

Vittorio Lingiardi, L’ombelico del sogno. Un viaggio onirico, Einaudi 2023 (pp. 178, euro 12)

Non è semplicemente ottima divulgazione, quella di Lingiardi: come nel precedente saggio sul narcisismo (Arcipelago N. Variazioni sul narcisismo, in queste note a fine ottobre 2021), è la capacità del narratore, del tema ma anche del cammino personalmente percorso per affrontarlo, a rendere accattivante il discorso e a chiamare in causa il lettore e la sua diretta esperienza. Tanto più quando di tratta di un’esperienza comune come quella del sogno, dimensione che “abita una profondità domestica a straniera, un altrove sconosciuto e nostro”, “ultimo spazio – forse – di vita privata”. Ma sempre sfuggente, perché “c’è qualcosa che appartiene al sogno che non riusciamo a consegnare alla veglia”, nonostante ci sforziamo di ricordare, di raccontare spesso, quel che nel sonno abbiamo vissuto.

Continua a leggere Una profondità domestica e straniera

Luoghi piante animali uomini / Paolo Legrenzi

“La natura è più grande di noi perché ci circonda, ci avvolge, ci accompagna insieme a tutto ciò che vive sulla Terra. Più grande di noi perché siamo come ‘bambini’ presenti su questo pianeta da duecento millenni o poco più, mentre molte altre specie animali sono i ‘grandi’ che ci hanno preceduto e ci accompagnano”.

Partenze

Carlo Simoni, Partenze, Secondorizzonte-Liberedizioni 2023 (pp. 280, euro 15)

Una partenza destinata a restare un proponimento, quella di Jean Jacques Rousseau; a lungo vagheggiato, e sempre rimandato, il distacco dalla propria città di Vittore Carpaccio; fino all’ultimo incerto, quanto ai motivi che lo ispirano, il viaggio di Michel de Montaigne. A ciascuno di essi, la partenza appare comunque l’evento nel quale si intravede la possibilità di una vita nuova, di una cesura nella propria esistenza, ma, nello stesso tempo, impone una decisione che obbliga a riflettere sull’alternativa, il restare, che non meno del partire comporta una scelta consapevole e impegnativa.

Continua a leggere Partenze

Il bisogno di denaro e la paura della morte

Claudio Piersanti, Ogni rancore è spento, Rizzoli 2023 (pp. 288, euro 19)

Il titolo richiama alla mente il romanzo di Vita Sackville-West, Ogni passione spenta, ma qui di passione non ci sono tracce. A meno che il rancore non lo si voglia annoverare fra quelle passioni tristi che caratterizzano il nostro tempo. È infatti una rabbia sottotraccia a dominare il protagonista, un sentimento che trae origine dalla storia familiare, segnata dal solito padre assente e dall’altrettanto ricorrente figura della madre vittima della prepotenza disinvolta del consorte. L’autore – ed è questa la parte più convincente del romanzo – fa emergere poco alla volta un carattere, un modo di stare al mondo che è andato via via formandosi in questo brillante viceprimario, sempre aggiornato ma anche attento al suo tornaconto (in nome del quale ha abbandonato l’ospedale pubblico per la clinica privata in cui vecchi danarosi concludono le loro esistenze), diagnosta geniale, affabile quanto basta con i colleghi e comprensivo con i pazienti.

Continua a leggere Il bisogno di denaro e la paura della morte

Il tempo, la vita, gli altri / Élie During

“Essere umano, essere una persona (…) richiede un continuo sforzo di aggiustamento, motivo per cui è così faticoso essere una persona, (…) una distrazione o un rilassamento fondamentale, una fatica di essere, minaccia in ogni momento di interrompere lo ‘sforzo estenuante’ richiesto per dare ai proprio pensieri e alle proprie azioni la continuità che permette di riconoscere una persona”.

Un intrico di minacce incombenti

Nancy Fraser, Capitalismo cannibale. Come il sistema sta divorando la democrazia, il nostro senso di comunità e il pianeta, Laterza 2023 (pp. 204, euro 20)

“Un intrico di minacce incombenti e di problematiche in atto” gravano sul nostro mondo: dal “debito schiacciante” ai “servizi in calo”, dall’“irrigidimento delle frontiere” a “pandemie letali e condizioni meteorologiche estreme, il tutto sovrastato da disfunzioni politiche che inibiscono la nostra capacità di immaginare e di implementare soluzioni”. L’inizio ci riporta là dove ci aveva lasciato la diagnosi di Nouriel Roubini (in queste note nello scorso maggio), ma l’autrice promette di andare oltre, “diagnosticando le cause della malattia e – soprattutto – facendo i nomi dei colpevoli, l’una e gli altri accomunabili nella formula che dà il titolo al libro: capitalismo – un termine che solo di recente pare essere ricomparso nel discorso pubblico – non semplicemente come sistema economico, ma come “tipo di società”; cannibale perché ne è costituiva la necessità di divorare tutto ciò che non rientra – non si vuole rientri – nella contabilizzazione economica: dalle risorse delle comunità al lavoro di cura, dagli ecosistemi ai beni comuni, dai poteri pubblici alle energie dei lavoratori e alle capacità di azione collettiva.

Continua a leggere Un intrico di minacce incombenti

Scrivere, leggere / Valerio Magrelli

“Chi fa questo mestiere, / lavorare studiando, / a volte pensa che i libri lo arricchiscano. / Non è così: ci divorano vivi, / ci divorano e spolpano, / ci scavano e assottigliano. / Più vivo, più dimentico tutto quanto sapevo. / Non so più niente; anzi, / sono spazzato via da ciò che ho letto. / Mi riduco a una briciola, corroso / eroso da tutte quelle storie / che hanno soffiato anni e anni su di me. / I libri ti lavorano, come il vento la roccia. / Ogni libro che leggo, mi lima, mi cancella e smeriglia, aspro agente atmosferico. / Più leggo, più sparisco: / mi atrofizzo, / polverizzato dalle parole altrui”.

Le rotture ci definiscono, forse più dei legami

Claire Marin, La fine degli amori e altri adii che trasformano la nostra vita, Einaudi 2023 (pp. 128, euro 15)

“Ci piacerebbe che la rottura fosse un taglio netto (…). Invece la rottura è una lacerazione: “Anche rotti, i legami possono continuare a essere sensibili, membro di un’equazione fantasma, testimoni di una vita passata”. Che abbandoniamo o siamo abbandonati un residuo della presenza dell’altro è ineliminabile: non c’è lavoro del lutto che riesca al cento per cento ci ha ricordato Recalcati nel suo recente La luce delle stelle morte. Saggio su lutto e nostalgia (in queste note lo scorso marzo). Ma in questo libro la morte non c’è. O meglio: non le è dedicato un capitolo specifico, come invece alla nascita in quanto “prima rottura in ordine di tempo”, che ogni rottura forse riprende nel corso della vita. Ma non c’è, in ogni rottura, anche un presentimento della morte?

Continua a leggere Le rotture ci definiscono, forse più dei legami

Oltre l’accecante scontatezza della quotidianità

Karl-Markus Gauss, Viaggio avventuroso intorno alla mia camera, Keller 2023 (pp. 240, euro 18)

Il titolo ripropone quello dell’opera di quell’“arguto reazionario” che fu Xavier de Maistre (ma anche i reazionari possono scrivere libri da leggere, vedi Céline), aggiungendovi però quell’avventuroso di cui l’autore si incarica di render conto coinvolgendoci sin dalle prima pagine in viaggi che dalla sua casa e dalle sue cose – soprattutto quelle “cose di cui non si ha bisogno, e appunto per questo non possiamo farne a meno” – ci portano a incontrare luoghi e personaggi disparati, persi nella lontananza, quasi del tutto dimenticati.

Continua a leggere Oltre l’accecante scontatezza della quotidianità

Il segreto rimorso del genere umano verso gli animali

Serenella Iovino, Gli animali di Calvino. Storie dall’Antropocene, Treccani 2023 (pp. 214, euro 18)

Se si è fra quelli che, come l’autrice, sono persuasi di quanto “Calvino ci aiuti a leggere il nostro presente”, non si può evitare di interrogare lo scrittore anche sul più grande problema di oggi, la crisi ambientale. Cercare nelle sue opere narrative, nei suoi saggi e nei suoi articoli riferimenti espliciti e aggiornati sarebbe ovviamente poco giustificato (Calvino è morto nel 1985) – anche se riserverebbe non poche sorprese. In questo libro si segue un’altra via, meno diretta ma più promettente: quella di verificare una sensibilità, un’attenzione al mondo non umano non in dichiarazioni, ma in testi che le lascino affiorare inequivocabilmente.

Continua a leggere Il segreto rimorso del genere umano verso gli animali

Perché Calvino

“Sei qui ma potresti non esserci,
in un mondo che potrebbe non esserci ma c’è”
(Italo Calvino)

Perché Calvino. Un perché che risponde in realtà a due domande: qual è stata l’origine e quali sono le ragioni che stanno alla base della mia predilezione per Calvino? e, dall’altro lato, da dove nasce la convinzione – che qui illustro nella forma di una rapida rassegna di brani dei Saggi e delle interviste dello stesso Calvino, oltre che di alcune delle sue opere narrative – che valga la pena di continuare a leggere, e rileggere, questo scrittore, il “nostro classico del Novecento”?

Quello che segue è il testo del mio intervento all’incontro del 15 ottobre, alle 17, che la Nuova libreria Rinascita ha organizzato per ricordare lo scrittore nel giorno in cui ricorre il centenario della sua nascita.

Altri momenti nei quali mi è stato reso possibile offrire un contributo alle celebrazioni del centenario sono la presentazione di Calvino fa la conchiglia. La costruzione di uno scrittore, con l’autore Domenico Scarpa, alla Fondazione Calzari Trebeschi il 25 ottobre alle 17.30, e una conversazione su un libro nel quale ho rivisitato alcuni dei racconti e dei romanzi di Calvino, Collezione di storie, alla Biblioteca di Buffalora, il 3 novembre alle 20.30, e presso l’Università degli adulti di Mazzano il 18 dicembre, alle 14.30.

Clicca qui per leggere tutto il testo

Sfuggire alla drammaticità del divenire

Massimo Bucciantini, Pensare l’universo. Italo Calvino e la scienza, Donzelli 2023 (pp. 188, euro 25)

Un’avvertenza che ogni lettore di Calvino comprende al volo, innanzitutto: “Quando si ha a che fare con Calvino, il rischio che si corre più di frequente è quello di restare imprigionati dentro Calvino. Felicemente imprigionati, s’intende”. Per scongiurare il pericolo di “percorrere in lungo e in largo il suo universo narrativo e di restarne però, alla fine, prigionieri” non resta che una soluzione: “restringere il campo”, “lasciando perdere fin da subito ogni desiderio di completezza, e dunque scegliere: “Raccontare Calvino e la scienza è stato dunque anche un modo per far uscire Calvino da Calvino”, per trovare un bandolo nel discorso sviluppato in quarant’anni di lavoro. Tenendo però presente un dato di fondo: “Per Calvino la scienza non è mai termine di un rapporto. (…)

Continua a leggere Sfuggire alla drammaticità del divenire