
Ai Fondi di Schilpario, località montana bergamasca dove il 28 aprile 1945 persero la vita per opera di un reparto fascista in ritirata 12 uomini che, temendo per le sorti del paese, si erano recati loro incontro per chiederne la resa, si è evocata lo scorso 29 agosto la figura di Angelo Bendotti, storico della Resistenza nato a Schilpario, di cui queste note hanno in diverse occasioni commentato i suoi libri e, infine, ricordato la sua morte, avvenuta nel dicembre 2024.
Tra le testimonianze che hanno animato l’incontro, alla fine del quale il figlio di uno dei caduti ha scoperto una targa dedicata allo storico, la mia ha voluto sottolineare soprattutto la valenza narrativa della scrittura di Bendotti.
Ci sono amicizie, nate da interessi comuni, o da esperienze condivise, che poi si assestano a un certo livello di scambio e, soprattutto se la distanza rende sporadica la frequentazione, finiscono con il ridursi alle occasioni in cui i due amici possono incontrarsi e ribadire la loro reciproca stima.
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