Uno spazio aperto a chi scrive e a chi legge

secondorizzonte spazi della scrittura è un sito di racconti e romanzi, poesia, saggi e articoli, pensieri e giudizi venuti da letture e riletture, suggerimenti e citazioni sull’esperienza dello scrivere. Leggi tutto


Il dopo si crea adesso di Delfina Lusiardi


Stare al proprio posto di Mariagrazia Fontana


Una civiltà planetaria

Mauro Ceruti, Evoluzione senza fondamenti. Soglie di un’età nuova, Meltemi 2019 (pp. 102, euro 11)

“Sentiamo il peso di una storia senza fondamenti. Viviamo in un groviglio di storie… leggi tutto


parola di scrittore

“Il mio solo strumento di indagine è la scrittura. Nel costruire un personaggio, nel farlo pensare, agire e relazionarsi con gli altri, quasi sempre guadagno una posizione sulla via della consapevolezza, mi libero di uno stereotipo, mi metto alla prova”. (Lidia Ravera)


Quando lo scrittore si fa critico

Gianni Celati, Narrative in fuga, Quodlibet Compagnia Extra 2019 (pp. 342, euro 18)

Testi critici che assumono a tratti l’andamento del racconto, una saggistica… leggi tutto


parola di scrittore

“Qualunque racconto implica anche un intento vendicativo di qualche tipo o almeno risarcitorio”. (Tommaso Pincio)


L’enigma di una vita anonima

Dag Solstad, T. Singer, Ipeborea 2019 (pp. 249, euro 17)

Questo romanzo – ci avverte l’autore quando ne abbiano letto più o meno la metà – “è l’unica descrizione esistente della vita di Singer… leggi tutto


parola di scrittore

“Il periodo in cui si è più vivi e consapevoli è l’infanzia, e perciò si cerca di recuperare quell’acutezza di percezione. (…) Io conoscevo intimamente il mondo che mi circondava, ero al corrente della piccola storia di ciascuno, la materia di cui sono fatti i racconti e i romanzi. (…) Tutte queste cose si sono sommate rendendomi quella che sono”. (Edna O’Brien)


Una grammatica all’altezza dei tempi

Carola Barbero, Addio. Piccola grammatica dei congedi amorosi, Marietti 1820, 2020 (pp. 223)

Certo il Barthes dei Frammenti di un discorso amoroso, ma anche la vasta letteratura… leggi tutto


Una vita da buttare di Mariagrazia Fontana


parola di scrittore

“E lei che mestiere fa?
Scrivo dei libri, gli avevo detto.
Sì ma, aveva detto lui, ma di mestiere?
Scrivo dei libri, gli avevo detto io.
Ho capito che scrive dei libri, aveva detto lui, ma di mestiere?
Scrivo dei libri, gli avevo detto io.
Sì, va bene, aveva detto lui, ma i soldi, il mestiere che porta i soldi, che mestiere fa?”. (Paolo Nori)


Restare umani nella guerra

Albrecht Goes, Notte inquieta, Marcos y Marcos 2018 (pp. 112, euro 15)

La guerra è la “guerra di Hitler”, una guerra che occorreva perdere… leggi tutto


Ça va sans dire di Mariagrazia Fontana


Uno sguardo lucido e desolato

Rachel Cusk, Onori, Einaudi 2020 (pp. 182, euro 16,50)

Anche questo romanzo, come i due che l’hanno preceduto… leggi tutto


parola di scrittore

“[La lettura ad alta voce dei propri testi] risulta particolarmente utile ai fini di confermare la naturalezza e il ritmo dei dialoghi e rendere più agevole la correzione degli eventuali errori. (…) E infatti, ha scritto Flannery O’Connor, ‘l’orecchio sa leggere quanto l’occhio (…) ma talvolta fa addirittura meglio, e chissà quante scoperte ci aspettano in testi che abbiamo percorso con gli occhi, ma la cui qualità tonale continua a rimanere un autentico segreto”. (Luigi Manconi)


Stranieri a noi stessi: nuove poesie di Aurora Sorsoli


Una dissimulata arte del vivere

Adalbert Stifter, Uno scapolo, Elliot 2019 (pp. 120, euro 13)

Campione di una “mitizzazione inconsapevole del mondo agreste”, esponente… leggi tutto


parola di scrittore

“(…) i misteri della scrittura mi si erano rivelati da poco (…). C’era stato, sì, un innamoramento accorato, tutto supplice, tra me e le parole. Un riconoscersi a vicenda. Ma ero ancora inesperto. (…) molto tempo più tardi [avrei capito] che proprio in quel’approccio con le parole si recita già uno scongiuro. Che chi scrive, lo fa per sviare la morte”. (Simona Lo Iacono)


Nel bicentenario dell’Infinito, un romanzo di Carlo Simoni sul giovane Giacomo Leopardi


La recensione del Corriere della Sera Brescia a «Quei monti azzurri» di Carlo Simoni


Naufraghi a 2000 metri di quota

Maurizio Pagliassotti, Ancora dodici chilometri. Migranti in fuga sulla rotta alpina, Bollati Boringhieri (pp. 218, euro 16)

Articoli saggi romanzi sulla tragedia dei migranti nel Mediterraneo; quasi nulla su… leggi tutto


parola di scrittore

“In cosa consiste un buon romanzo? In primo luogo nel creare personaggi che suscitino l’amore e la simpatia dei lettori. E in secondo luogo nel farli morire, ferendo così la sensibilità dei lettori medesimi. Solo in questo modo il vostro romanzo verrà ricordato per sempre”. (John Irving)


Gli attimi apparentemente trascurabili della vita nelle poesie di Luisa Goglio, una nuova voce in secondorizzonte


Fabbriche e graffiti, un articolo di Carlo Simoni


Un libro per scrittori e lettori

Gian Luigi Beccaria, Il pozzo e l’ago. Intorno al mestiere di scrivere, Einaudi 2019 (pp. 160, euro 18)

Scrivere è trovare il modo di “scavare un pozzo con l’ago”, secondo un modo di dire turco… leggi tutto


parola di scrittore

“La recensione del tuo ultimo libro non ti aiuta quando stai impazzendo dietro il tuo nuovo libro da diciotto mesi. Le recensioni sono per chi legge, non per chi scrive”. (Lisa Halliday)


Io sono così

Fuani Marino, Svegliami a mezzanotte, Einaudi 2019 (pp. 168, euro 17)

“La paura di quanto poteva accadermi non superava quella di quanto mi era già accaduto… leggi tutto


parola di scrittore

“L’equivoco per cui uno scrittore sia necessariamente anche un intellettuale è figlio dell’altro-ieri della storia letteraria (dell’engagement, dell’impegno di stampo secondo novecentesco etc.). Ciò non toglie che uno scrittore possa essere anche un intellettuale, ma i due campi, pur confinanti, non si sovrappongono. Quando un artista interpreta il mondo lo fa senza ridurlo a categorie ideologiche – quelle cui, giocoforza, ricorre un intellettuale impegnato – ma abolendo il concetto stesso di categorie e di ideologie. La sua prospettiva rispetto, a esempio, un conflitto bellico di scala internazionale, non è quella verticale della geopolitica, ma quella radente, orizzontale, del viandante, dell’uomo che cammina. (…) E l’opera ci mostra, per questo, della realtà, una verità ben più duratura di qualsiasi analisi obbiettiva”. (Stefano Gallerani)