“Sono stato tutta la mattina per aggiungere una virgola, e nel pomeriggio la ho tolta.”

(Oscar Wilde)

“I paesaggi credo portino con sé una tensione. Non potrei scrivere se non avessi prima un posto che la narrazione può abitare.”

(Maylis de Kerangal)

“L’autore non deve affatto il suo nome al prefisso ‘auto-‘, che allude al sé, come potrebbe lasciar credere il narcisimo della scrittura. ‘Autore’ viende da augere, che significa ‘far crescere’ (…)”

(Jonathan Franzen)

Prima sfortuna.

E’ più facile descrivere il mondo che parlare di se stessi.

Seconda sfortuna.

Scrivere troppo di se stessi, e non abbastanza del mondo.”

(Jón Kalman Stefánsson)

“Continuate a suonare anche se nessuno vi ascolta. Disegnate quando nessuno vi guarda. Continuate a scrivere un racconto che nessuno leggerà. Le gioie e le soddisfazioni interiori saranno più che sufficienti a mandarvi avanti. Se riuscirete in questa impresa, sarete diventati maestri nell’arte di stare qui e ora.”

(Ken Mogi)

“Quando si finisce un libro è un sollievo. Il lavoro è terminato. Se poi l’opera trova successo presso il pubblico, ecco alimentato e tenuto in vita più a lungo quel piacere di solito effimero. Ma dopo qualche tempo anche l’orgoglio e la soddisfazione e la vanità perdono consistenza. L’anima gonfia di sé ritorna alle sue estensioni naturali; brevemente incandescente di presunzione, si raffredda altrettanto presto che la brace che si spegne.”

(Luca Romano)

“Bisogna essere audaci nella scrittura, e prudenti nella vita di tutti i giorni.”

(Lisa Halliday)

“Ognuno cerca nella storia, narrata da altri o da lui medesimo, quell’unità della propria identità che, lungi dall’avere una realtà sostanziale, invece appartiene solo al suo desiderio.”

(Adriana Cavarero)

“Tutti i dolori sono sopportabili se li si inserisce in una storia o si racconta una storia su di essi.”

(Karen Blixen)

“Per ordinare e capire chi noi siamo dobbiamo raccontarci.”

(Antonio Tabucchi)