“La scrittura è fatta per crescere. Come una foresta, o come una casa che s’innalzi dalle sue fondamenta. Non si scrive se non aggiungendo. Una lettera dopo l’altra, una frase che si salda alla successiva.”

(Giulio Busi)

“Scrivere significa sostenere l’incertezza per anni, a volte lavoro e piango pensando che non arriverò mai alla fine. Eppure bisogna fidarsi dell’incertezza…”.

(Nicole Krauss)

“Il romanzo non è significativo perché ci presenta il destino di altri, ma perché nella fiamma che lo divora ci dà il calore che non possiamo mai ottenere dal nostro.”

(Walter Benjamin)

“Se mi sono messo a scrivere è perché la vita è breve. Prima di schiattare vorrei farlo, un grande libro. Almeno uno.
Uno dove ci sia dentro tutto quello che ho capito.
E anche quello che non ho capito.”

(Tiziano Scarpa)

“Ogni autore ha un insieme limitato di temi archetipici, a volte uno soltanto.
Più che sceglierli, questi temi li ereditiamo dalla configurazione della nostra vita, e anche se cerchiamo di espellerli dal libro a cui stiamo lavorando spesso riescono a trovare un modo per intrufolarsi di nuovo.”

(David Mitchell)

“Scrivo perché è una delle poche cose che mi sembrano reali. E’ l’unico modo, a parte la morte, per fermare il tempo.”

(Phillip Lewis)

“Montaigne ci insegna che il solo modo per imporre se stessi al lettore – senza correre il rischio di imbarazzarlo o disgustarlo – è presentarsi in abiti casual, possibilmente sgualciti.”

(Alessandro Piperno)

“La gloria o il merito di certi uomini è scrivere bene; di altri, non scrivere affatto.”

(Jean da le Bruyère)

“Lo scrivere è un ozio affaccendato.”

(Johann Wolfgang Goethe)

“Bisogna prendere speciali precauzioni contro la malattiia dello scrivere, perché è un male pericoloso e contagioso.”

(Abelardo)