Uno spazio per la scrittura, e la lettura

secondorizzonte spazi della scrittura è un sito di saggi e articoli, poesia, ma soprattutto racconti e romanzi – alcuni dei quali scaricabili gratuitamente cliccando qui – e inoltre pensieri e giudizi venuti da letture e riletture, suggerimenti e citazioni sull’esperienza dello scrivere e altri temi che contano nella nostra vita e nel tempo in cui viviamo. Leggi di più

Un albero solo, il nuovo romanzo di Carlo Simoni

Carlo Simoni, Un albero solo, Secondorizzonte 2024 (pp. 135)

Il romanzo è scaricabile gratuitamente:

Una figura, tra quelle dei profughi che scendono da un pullman in arrivo dall’Ucraina nel marzo del 2022, richiama alla mente del protagonista, un anziano medico, il ricordo di un amore di gioventù. La breve relazione che l’aveva legato cinquant’anni prima a Olena, una ragazza di origine polacca, l’aveva fatto avvicinare a una cultura in cui la convivialità calorosa e ospitale non cancellava la memoria della tragedia degli anni del nazismo. Una memoria ancora viva nella madre di Olena, costretta a fuggire dalla sua città, Leopoli, e poi a vivere con la famiglia nel ghetto di Varsavia, prima di essere rinchiusa nel campo di sterminio dal quale solo lei si era salvata.

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Oggi, domani / Michele Serra

“Per la natura noi siamo uguali ai piccioni, ai cervi, alle nutrie, alle locuste, all’erba e ai boschi, quando capita la natura ci travolge e ci schiaccia senza domandarsi — nemmeno per un attimo — se siamo russi o ucraini, ebrei o palestinesi, l’unico criterio conosciuto, per una tempesta, sono le leggi fisiche che governano la biosfera. Nelle manifestazioni della natura (anche quelle miti, vitali e prospere) potremmo riconoscere quell’unità che ci rende tutti uguali, e che abbiamo tragicamente perduto”.

Osservare, capire, prender partito

Rachel Cusk, Coventry. Sulla vita, l’arte e la letteratura, Einaudi 2024 (pp. 226, euro 18,50)

Contemporanei, addirittura precedenti in alcuni casi, rispetto alla sua trilogia, sono questi racconti e saggi della scrittrice inglese. Se in Resoconto, Transiti e Onori (in queste note nel dicembre 2018, giugno 2019 e marzo 2020) si era voluto riconoscere opere che sovvertivano il genere romanzesco, in questi scritti, raccolti sotto il titolo di uno di essi, è difficile stabilire il confine fra la narrazione e la trattazione, fra le storie e le riflessioni.

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Un’autobiografia mai scritta

Marco Cavalli, L’uomo dell’Enciclopedia, Neri Pozza 2024 (pp. 201, euro 18)

Tutti più o meno sanno, o pensano di sapere, qualcosa di Rousseau e di Voltaire mentre, per quel che riguarda Diderot, sarebbero parecchi ad ammettere onestamente che le loro conoscenze non vanno oltre il ruolo che quest’altro grande rappresentante dei Lumi ebbe, insieme a D’Alembert, nella creazione di quell’opera monumentale che è l’Enciclopedia o Dizionario ragionato delle scienze, delle arti e dei mestieri.

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Una crisi rivelatrice

Byung-Chul Han, La crisi della narrazione. Informazione, politica, vita quotidiana, Einaudi 2024 (pp. 116, euro 13)

Il filosofo sudcoreano, trapiantato in Germania, prosegue il suo lavoro di critica della società contemporanea, che è insieme di attualizzazione e, anche se non dichiaratamente, di divulgazione delle idee maturate nella sua patria di elezione. Se, per esempio, riflettendo sulla Società senza dolore e la rimozione della sofferenza dalle nostre vite (in queste note nel luglio 2021), era Heidegger il pensatore di riferimento – lo stesso sul quale, del resto, l’autore si è formato – , qui è su un altro autore tedesco che il discorso torna, e non poteva essere diversamente.

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Una scomparsa enigmatica, una denuncia politica

Carmen Pellegrino, Dove la luce, La nave di Teseo 2024 (pp. 196, euro 19)

“Credevamo di essere salvi. Figli di un miracolo (…) migliori e più sensibili dei nostri vecchi: potevamo dedicarci a scoprire qualcosa di bello e più profondo sulla vita stessa”, e invece “paghiamo per il nostro passato, paghiamo il nostro passato. Ma noi di chi saremo il passato? La faccenda della nostra futura anzianità sembrava qualcosa di futuro e trascurabile”, senonché – privi della prospettiva concreta di una pensione – noi nella giovinezza siamo rimasti impigliati. Siamo di fatto la prima generazione che sta peggio della precedente. Chi pagherà per noi”, come noi “paghiamo le pensioni dei nostri padri”?

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Oggi, domani / Max Horkheimer – Theodor W. Adorno

“Nell’età fra i quaranta e i cinquanta capita spesso di fare una strana esperienza. E cioè di scoprire che la maggior parte di quelli con cui siamo cresciuti e rimasti in contatto, mostrano segni di disfunzione nelle abitudini e nella coscienza. (…) Ma anche quelli a cui non accadono fatti decisivi, presentano segni di disgregazione, la conversazione con loro diventa insipida, chiassosa, vuota. Mentre prima, invecchiando, si riceveva un impulso spirituale anche dagli altri, ora si ha quasi l’impressione di essere i soli ad avere ancora spontaneamente interessi oggettivi. (…) nelle condizioni attuali il semplice svolgimento della vita, pur conservando determinate capacità tecniche o intellettuali, porta, già nella maturità, al cretinismo. (…) È come se gli uomini, per punizione di aver tradito le speranze della loro giovinezza e di essersi inseriti nel mondo, fossero colpiti da una precoce decadenza”.

Esseri-terra

Federico Luisetti, Essere pietra. Ecologia di un mondo minerale, wetlands 2024 (pp. 112, euro 16)

Il titolo è lo stesso di quello di uno scritto di Calvino, del 1981: “Io sono una pietra. Lo ripeto: una pietra. So che non potete capirmi”, esordiva la protagonista, consapevole delle difficoltà di spiegare “quello speciale modo d’essere dello spazio che è l’essere pietra”. Di spiegarlo ad esseri che passano, mentre “la pietra resta”: “la nostra natura minerale resta la più forte: è essa che implica e include l’uomo (…) è l’uomo che serve il disegno delle pietre, non le pietre quello dell’uomo (…) la potenza dell’edificazione è già in noi, e verrebbe messa in atto anche se l’uomo non ci fosse”.

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L’impresa, non eroica, di un ottantaduenne

Domenico Starnone, Il vecchio al mare, Einaudi 2024 (pp. 128, euro 17)

Un vecchio, seduto in spiaggia, che scribacchia e osserva chi gli sta intorno, soprattutto una graziosa ventenne sulla sua canoa rossa: il primo pensiero va al von Aschenbach di Morte a Venezia, ma il protagonista del romanzo di Starnone ha tutt’altro atteggiamento, sia verso gli altri che verso sé stesso e la propria fragilità di ottantaduenne. Nella ragazza rivede la propria madre, la immagina anzi per come poteva essere stata da giovane, prima che la morte se la portasse via appena quarantenne.

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Racconti per risignificare i luoghi

Architetture inabitabili, a cura di Chiara Sbarigia e Dario dalla Lana, Marsilio Arte 2024 (pp. 248, euro 38)

Inabitabili non perché degradate al punto da non offrire accoglienza possibile, ma perché non concepite per essere abitate. Eppure l’inabitabilità può essere sì una “condizione triste”, ma anche “vitale e altamente simbolica”, tanto da aver meritato di esser rappresentata in una mostra che ne esibisse alcuni casi esemplari, e potesse riassumersi un questo catalogo. Un catalogo ricco di immagini, che mettono a confronto lo stato attuale del monumento con quello del passato, ma anche, e soprattutto, un catalogo da leggere.

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Reliquie dell’inferno

Gaëlle Nohant, L’archivio dei destini, Neri Pozza 2024 (pp. 336, euro 20)

Francese, Irène Martin, ma da più di venticinque anni abitante in Germania, in un paesino dell’Assia i cui abitanti “la vedono sempre come un’estranea”. Come mal sopportano è l’archivio, istituito dagli Alleati dopo la seconda guerra, in cui lei lavora, l’International Tracing Service: “Non abbiamo abbastanza fastidi quotidiani, c’è proprio bisogno di rivangare in eterno quelle vicende?”. Le vicende sono quelle delle vittime della Shoah, morti, profughi e scomparsi che volontariamente o meno hanno lasciato dietro di sé delle tracce che l’archivio, appunto, raccoglie e cerca di far pervenire ai discendenti, “altrimenti la tomba rimane aperta in fondo al cuore”. E fra i discendenti ci sono cittadini francesi, ecco perché all’Archivio occorre una come Irène, che accetta senza esitazioni, reduce dal divorzio seguito alla nascita del suo primo e unico figlio.

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Il tempo, la vita, gli altri / Thich Nhat Hanh

“Vedi il tuo corpo nella sua natura interdipendente e impermanente: se noti come non sia un’entità durevole nel tempo, smetterai di identificarti interamente in esso o di consideralo come un ‘sé’. (…) il corpo cessa di essere un aggregato di attaccamenti e la persona è libera, non più prigioniera della paura”.

Una lezione importante per la città del Bigio

Tomaso Montanari, Le statue giuste, Laterza 2024 (pp. 134, euro 16)

Non può leggere questo libro senza avvertire assonanze e raccogliere indicazioni chi, come noi, vive in una città in cui da anni si discute di una statua rimossa all’indomani della Liberazione e dell’opportunità o meno di ricollocarla dov’era. Un dibattito che non riguarda un caso isolato, di interesse puramente locale, ma risulta per molti versi esemplare nei tempi della cancel culture, in cui “il conflitto che in tutto l’Occidente si coagula intorno alle statue, nello spazio pubblico” rimanda in realtà a quesiti più generali sul rapporto tra storia e politica, tra passato e presente, tra civiltà e vandalismo”: “è a queste domande che prova a rispondere questo libro”, nell’intento di “costruire risposte utili a comprendere, e a prendere posizione”.

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Luoghi piante animali uomini / Marjorie Celona

“Appoggiò la mano sulla testa calda del cane e sembravano combaciare alla perfezione, come se la testa dell’animale fosse fatta apposta per stare lì, per colmare il vuoto della sua mano. Com’era possibile vivere senza un cane? (…) per sopravvivere devi avere qualcuno che ti ami incondizionatamente. Qualcuno che ti dia tutto l’amore di cui hai bisogno”.

Consigli spiccioli per questioni inevitabili

Ermanno Cavazzoni, Manualetto per la prossima vita, Quodlibet 2024 (pp. 256, euro 17)

Che si torni al mondo, dopo averlo lasciato, pare certo; che non ci si ricordi della vita precedente probabile. Cavazzoni sembra d’accordo con Platone, sia pure con qualche riserva: se qualcosa è restato in mente si tratta solo di qualche déjà vu, non ci sono eccezioni – né responsabilità. Non ci sono quelli che non avendo ecceduto nel bere l’acqua del fiume Lete ricorderanno il mondo delle idee e dunque vivranno filosoficamente. Ai redivivi si possono se mai dare consigli spiccioli – da manualetto, appunto – riguardanti questioni inevitabili: la vita, la morte, il cosmo, i casi quotidiani, il fatalismo, l’aldilà (non roba da poco, per un manualetto). Consigli e riflessioni utili per evitare di cadere “negli stessi errori, nelle illusioni, nelle ingenuità del novizio”, quale inevitabilmente è chi nasce.

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