13.copertine-srebernic.carteggio-nautico

Approssimazione cartografica

I

Si è smarrito:
si ferma a chiedere lumi,
strada, indicazioni …
Ma come sente
la sua voce fare la domanda
subito se ne pente:
troppo diversi i costumi,
la lingua è troppo differente …

Intanto l’Altro, l’indigeno,
parla,
e pare che risponda.

Riparte.
Ma non ha capito.

***

II

la sua morale
è dura e sbrigativa:
“E’ inutile cercare
non si arriva a niente”

Oppure basterebbe
sapere
leggere le carte,
accontentarsi
dell’approssimazione,
non arrivare al centro,
ma ‘vicino’,
restare comunque dentro
la Rappresentazione…

***

Declinazione

“tu sei il mio nord”
ma l’indirizzo
varia da punto a punto,
e, per giunta,
di anno in anno.
(insomma, non si danno
mai strade sicure, certe,
o quantomeno
coordinate durature).

‘Declinazione’:
declina, cioè cade, si inclina,
o meglio si abbassa,
comunque si avvia verso la fine.

In fondo tutto passa.

***

Determinazione della rotta di soccorso

Lasciate stare amici,
è solo tempo perso,
voi andate,
è impossibile il soccorso,
non ho le mie coordinate:
vi ringrazio,
troppo è diverso
il contesto o il sistema
strazio temporale.

***

5.

Deviazione standard

(ossimoro apparente:
in fondo non è quello che
tutta la gente vuole/sogna:
la deviazione o trasgressione
sicura e regolata,
‘standard’, cioè conforme ad un modello
garantito, testato e assicurato,
anzi certificato,
dall’esito preciso ed appagante?)

 

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12.copertine-srebernic.istruzioni-resa

1.

(QUASI ALL’UNISONO)

Tutto già detto.
E’ tutto già accaduto
-fatto, scritto, vissuto-
tutto.

Anche il lavoro del lutto.

***

2.

Non sono ordini,
nemmeno consiglifigurarsisemmai
son note a margine,
fogli sparsi.

SECONDA VOCE:
”scarsi!”

(oppure notti a margine,
ed anche figli sparsi)

***

3.

Regola numero uno:
calare la bandiera,
sciogliere il nodo,
piegarla.
Togliere il chiodo.
(A meno di vedere
che non c’era.
Si intende la bandiera)
Cancellare le insegne,
le scritte,
cancellare.
(Ma questo lo abbiamo fatto
già, prima,
nella furia del sottolineare).

***

4.

AL MEGAFONO:
“Le chiavi sul tettuccio,
scendere
dall’auto lentamente,
le mani bene in vista”

SOTTOVOCE (cercare di ricordare
tutto quello
che si è dimenticato,
la lista…)

“Declinare scandendo
le generalità:
nome- lavoro- sesso…”
( e altre scomparse amenità…)

***

5.

Antefatto
Solo una lunga attesa
che venga la sorpresa –
l’arma segreta,
il contropiede,
il colpo che ribalta
la partita…
pronti a lanciare il cuore
oltre l’ostacolo                       “ma dove, dove, dov’era?”
E invece niente,
è finita,
c’è la resa.
La battaglia era contro
l’illusione del miracolo.

(2014)

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04.copertine-srebernic.dio-greco

(per Carlo Michelstadter)

Disperso
in un sogno confuso
e teso
a fermare
il peso che solo
chiedeva cadere.
(l’illusione:
dell’astuzia vana,
l’inutile bestemmia
di un vago piano
di Persuasione)
Ma il mare muto
è un rifugio
al dio randagio
e perduto.
(30 gennaio 1984)

***

Con l’innevata meraviglia

Con l’innevata meraviglia
di un pastore greco,
– alla città di fronte,
acquattata come un geco-
vedo Afrodite. La notte
brilla con verde
riflesso di bottiglia.
(12 settembre 1984)

***

Ci sono profumi

Ci sono profumi
che fanno pensare
a una donna un po’ persa
– che non sai chi sia-
a una vigilia, a una festa,
in Galleria.

Ci sono profumi
che lascian pensare
a una storia che hai in testa,
a una festa,
a una vita diversa.
(Milano,Galleria Vittorio Emanuele 1984)

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da “Manuale di Afasia”

10/03/2014 | Scritto da M. Srebernic | (1 Commento)

04.copertine-srebernic.manuale-afasia

Atto di fede

Atto di fede:
non sono io che non vede,
è dio
che non mi crede.

Secondo Atto di fede:
no, no, son io,
è dio
che non ci vede.
(ottobre 2013)

***

Talcsciò

C’erano tutti:
i rappresentanti dei lavoratori
a contratto, a programma, a sensazione…
c’era anche quello con il posto fisso,
un rappresentante del baratro e l’altro dell’abisso.

Ognuno parlava tra sé e con i suoi
la sua propria lingua,
-dialetto, idioma-
incurante del domatore che aizzava:
“e dopo’? e dopo?
dica qual è il suo scopo?…
oppure dica chi la paga per restare zitto!”
e il coro: “è un nostro diritto!”

C’era anche un cristo crocifisso
-o forse era un ologramma-
ma c’era di sicuro la sua mamma,
cercava i RESPONSABILI
“magari, ad averne!”
fraintese il conduttore,
sempre più condotto e passeggero.

Uno voleva i nomi, I NOMI!
di tutti quelli di cui sono d’avanzo i soprannomi,
e si conoscono le tracce a memoria.
Uno,  da solo era diventato vecchio in un angolo,
se la prendeva “con una gran faccia di bronzo”
-non si era accorto dello specchio-
e gli gridava.” stronzo! stronzo! stronzo!”,
in un crescendo ossessivo di bava alla bocca.

“Sotto a chi tocca!” faceva il domatore
la bandiera tenendo in mezzo al campo
-cioè le file di poltrone-
chiamando a caso i numeri da casa
c’era scappato il miracolo, il risorto.

Uno invece era morto,
uno aveva mandato la giustifica,
l’altro la verifica e i suoi libri tutti pubblicati
di cui nessuno s’era accorto.
L’altro più furbo, fingeva di essere vivo,
o forse era un automa
sponsorizzato dal sindaco di roma,
che bastava a provocare i suoi stessi sensi di colpa.

Insomma tutto era ordinato,
a suo modo, funzionava
il domatore comunque domandava
“E dopo, dopo?”

Sull’altro canale,
‘Realtà parallele’, la signorina del palato
in bella mostra mimava con perizia commovente
la ricetta del giorno
“l’ultimo giro di giostra” è sottotitolato
a cura del Dolce forno  e di Delizie del parlato
che lo han sponsorizzato.

“E’ l’ultimo giro!” diceva persino l’inserviente…
Niente, il domatore continuava:
“e dopo,  e dopo?”

“Chi lo ha detto che ci sia il dopo”
disse spegnendo, l’Ultimo Spettatore.
(2013)

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04.copertine-srebernic.dio-greco

Guidato nella corsa

Guidato nella corsa
dal dio del perdifiato
– senza suffisso
e senza desinenza –
portato dal vento leggero
dell’Inappartenenza.
(aprile 1985)

***

Happy hand

Dio, se c’è e se si può dire,
è un disegnatore preciso e fedele,
dalla mano felice e crudele:
un segno perfetto e chiaro.
Ma la sua penna è intinta nel curaro.
(12 dicembre 1983-8 aprile 1984)

***

Non s’annotta

Non s’annotta
questa nota
ininterrotta.

Di viole e di violini.

***

La sfronta, la scarna

La sfronta, la scarna,
la sfibra, la squaderna.

E’ uno splendido animale
questa gioia che mi assale.

***

La rivincita dell’occhio

“La rivincita dell’occhio
sullo sguardo:
fai che sia sempre
ricordo la tua assenza,
godi del tuo ritardo”.

Disse,
e scomparve il dio
dell’Inappartenenza.
(10 marzo 1985)

***

Con tutto si trastulla

Con tutto si trastulla,
poiché il mondo non è
che un’infiorescenza del nulla.

Si diletta del niente
– il dio segreto, il dio
dolceridente.
(1985)

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“Al Dio Greco”

03/03/2014 | Scritto da M. Srebernic | (0 Commenti)

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