Il tempo, la vita, gli altri / Nino Pedretti

Che abbiamo vissuto, / che abbiamo toccato le strade coi piedi / che andavano allegri, / non lo saprà nessuno. / Che abbiamo guardato il mare / dai finestrini dei treni, / che abbiamo respirato / l’aria che si posa / sulle sedie dei bar, / non lo saprà nessuno. / Siamo stati / sulla terrazza della vita / fintanto che sono arrivati gli altri.

Oggi, domani / Elena Stancanelli

“Quella in cui viviamo è la civiltà dell’estemparaneo. Tutto avviene immediatamente e di quanto accaduto nel passato o potrebbe accadere nel futuro non importa niente a nessuno. Per miopia, perché a forza di stare sull’attualità e di rincorrere successo e consenso siamo diventati tutti miopi. Non che prima la gente non amasse essere apprezzata, ma semplicemente puntava più in alto.”

Scrivere, leggere / Fernando Aramburu

“Ritualizzo tutto, non solo il lavoro. Mi piace ripetere le stesse azioni ogni giorno alla stessa ora. Questa non è esattamente disciplina, come alcuni credono, ma piuttosto laboriosità e perseveranza che aiutano a sapere in ogni momento a che punto si è nel compito [che ci si è assegnati] e a seguire il vecchio consiglio del carpe diem in modo abbastanza accettabile. (…) Considero la lettura una parte indispensabile dell’esercizio della scrittura. Inutile dire che tutto questo mi dà un piacere costante e ragionevole e mi preserva dalla noia”.

Oggi, domani / Elina Yazji 

“Ahmed, un insegnante di 32 anni, cammina con le sue due figlie per vedere cosa resta della loro casa nel quartiere di al-rimal. “Continuavano a chiedere quando saremmo tornati”, dice a bassa voce. “Ora che siamo qui, non riconoscono più nulla. Chiedono: ‘Dov’è l’albero? Dov’è il nostro gatto?’ E io non so cosa rispondere”.