Renzo Baldo (1920-2017)

Renzo Baldo è una delle personalità bresciane più significative del Novecento. Nato nel 1920 e morto nel 2017, appartiene a una generazione che si è formata negli anni del fascismo, conquistando faticosamente, tra le maglie ideologiche del regime, una autonomia di pensiero, che l’ha portato a partecipare alla Resistenza. Intellettuale autonomo, il suo orientamento politico ideale è passato dal crocianesimo liberale della giovinezza, al socialismo e al comunismo negli anni della maturità, sullo sfondo costante di un pessimismo esistenziale di stampo leopardiano.
Dagli anni della Repubblica la sua presenza si fa via via più significativa, dall’insegnamento nella scuola superiore al lavoro nei giornali locali – con la direzione dell’Eco di Brescia, Bresciaoggi, Amanecer e BresciaMusica – e a quello nelle organizzazioni culturali nelle quali ha collaborato con intellettuali di diverse generazioni contribuendo al rinnovamento della cultura cittadina.
Maestro di più generazioni, dalla lunga testimonianza di vita emerge l’immagine di un intellettuale dal forte impegno, che non viene mai meno al ruolo di coscienza critica, in controtendenza rispetto al trasformismo diffuso che ha accompagnato la fine del vecchio e l’inizio del nuovo secolo.

Gli scritti di Renzo Baldo in secondorizzonte:

141.copertine-baldo.percorsi.I142.copertine-baldo.memorie.II143.copertine-baldo.biscrome.III